Tombe terragne nella Basilica di Santa Croce

Sabelli Rita – Giovannini Lia, Tombe terragne nella Basilica di Santa Croce, pp. 64 + 27 illustrazioni – Euro 10,00

Il pavimento della Basilica di Santa Croce conserva ancora le lastre poste nel corso di secoli a ricordo dei molti fedeli che vi furono sepolti. Le tombe terragne presentano di solito iscrizioni, cornici ad ornato, lo stemma nobiliare in marmi policromi, talvolta il bassorilievo con le sembianze del defunto.
Per il loro significato, per la perizia dei maestri marmorari impegnati nella lavorazione, per la modesta nota di colore che aggiungono al pavimento della chiesa, le tombe terragne sono state risparmiate nel corso delle trasformazioni operate da Giorgio Vasari nel XVI secolo e sono state rispettate anche dopo il divieto di tumulare i morti in Santa Croce emanato dal Granduca Pietro Leopoldo con gli editti del 1777 e del 1783.
Sfuggendo miracolosamente ai restauri puristi che in tempi recenti hanno modificato l’aspetto originario di altre chiese, le tombe terragne hanno subìto la disastrosa alluvione del 1966. In quella circostanza furono ripresi i restauri delle lapidi, già sottoposte a manutenzione dai primi anni ’60.
In questo volume, di ogni sepoltura viene riproposto lo stemma gentilizio, con l’ornato e unsegmento della fascia decorativa attorno alla lastra.